Tifiamo Rivolta

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report dall'abruzzo, la mia esperienza nei campi gestiti dalle brigate
CAT_IMG Posted on 18/5/2009, 16:12Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/7/2009, 16:34


Scrivo di getto queste poche righe al fine di condividere la mia (purtroppo)breve esperienza abruzzese.
San Biagio,il posto dove ci siamo fermati con la brigata viterbese, è uno dei tre campi di accoglienza gestiti dalle Brigate di solidarietà attiva,è allestito presso la via omonima nel paese di Tempera,lo scenario che lo circonda è composto da case distrutte stile bombardamento e un ambiente naturale stupendo.
Il compito affidatomi è stato quello di gestire lo Spaccio Popolare antistante un altro campo di Tempera gestito però dalla protezione civile.
COME FUNZIONA LO SPACCIO POPOLARE
Lo Spaccio di Tempera è il più grande e fornito, ogni campo delle brigate infatti ne ha uno più piccolo utilizzabile solo dagli abitanti del campo stesso. Questo è dunque essenziale per chi dei campi non trovi ciò che cerca e per chi si è stabilito nel giardino di casa e dunque non ha nemmeno la possibilità di usufruire delle mense allestite.
Lo Spaccio Popolare è una sorta di negozio in cui hai la possibilità di prendere i vestiti e di chiedere i generi alimentari raccolti in tutta la penisola dalle Brigate,dal Partito Sociale, dal PRC, Arci e molti altri anche indipendenti.
Insomma ciò che viene distribuito non proviene dal ministero ma dalla solidarietà attiva.
La differenza con il negozio è che ovviamente tutto è distribuito gratuitamente,e ,nei limiti del possibile,cercando di dare a ognuno secondo i suoi reali bisogni.
In questa occasione ho potuto osservare cosa accadrebbe togliendo ai beni materiali d’uso quella accezione di merce(il valore di scambio per intenderci),così davanti a me ho visto scorrere persone,ognuna con una storia,ognuna con un dramma e con una forza differenti che vengono per prendere il minimo indispensabile e non dei consumatori che seguono insaziabili bisogni e richiedono questo o quel marchio.
Certo qualcuno che tenta di fare la scorta di qualche genere a scapito di altri c’è sempre,forse spinto dalla paura di non trovarne nei giorni seguenti,forse perché troppo abituato a quell’egoismo che tanto caratterizza la nostra società , ma in fin dei conti basta poco perché questi individui vengano isolati dalla comunità che non tollera questi comportamenti.
Bisogna infatti dire che non solo le persone prendono il minimo indispensabile ogni giorno,ma che sono spesso disposte anche a partecipare alla distribuzione,in particolare i ragazzi del luogo.
NEI CAMPI
Nei campi i compagni si occupano della distribuzione dei pasti nella mensa(prima colazione alle 06.00 per chi deve andare a lavoro,seconda alle 09.00,pranzo,merenda per i bambini e cena),svuotano la spazzatura, immagazzinano le cose che vengono dalla solidarietà, puliscono i bagni, gestiscono gli spacci interni, giocano con i bambini e sono comunque sempre pronti a risolvere ogni problema della gente coscienti che i migliori non si fermano mai.
Le persone se ne rendono conto e si fermano volentieri a parlare con noi e non perdono l’occasione di ringraziarci, molti di loro sono ormai delle brigate a tutti gli effetti.
QUELE è IL PROSSIMO PASSO?
Giunti a fine serata, un po’ stanchi, si affronta la riunione operativa in cui si dividono i compiti per il giorno dopo e si cercano soluzioni per i problemi nati in giornata.
Proprio in queste ho notato come quello che era il mio cruccio in realtà fosse quello di tutti,ovvero: “quale è il prossimo passo?come lasciare qualcosa?”.
Infatti non solo le Brigate in se sono contrarie al fare semplice assistenzialismo,ma le persone stesse odiano dover fare elemosina.
La soluzione nata dalle discussioni sembrerebbe essere ,proprio per l’incontro di queste due linee direttive,una delle Brigate e l’altra popolare, e sulla spinta di qualche episodio già avvenuto,quella di integrare gli stessi cittadini locali nella gestione dei campi e degli spacci, al fianco di noi volontari e a turnazione settimanale.
Compito difficile ma in fin dei conti ottimo modo perché il germe dell’autogestione e del pensiero comune possa risollevare la situazione.
Si è aperta inoltre la possibilità di aprire un bar popolare,in uno spazio a tempera,dove poter organizzare anche delle serate con cinema e
COSA MI RIMANE
Di questa fantastica esperienza mi rimane innanzitutto il senso del dovere e il bisogno di tornare al più presto giù.
Mi rimangono poi nel cuore l’instancabile Momo che non si ferma nemmeno per mangiare,Gabriele e Giulio detti i corazieri per la loro altezza, i ragazzi della brigata di Viareggio e di quelli di Nettuno,il Piobbico sempre fomentato per ogni cosa che va a buon fine e i miei compagni di squadra: Stefano metalmeccanico della Holland in cassa integrazione che ti cita Oscar Wild e Dante a memoria e che ha visitato i più grandi musei d’europa, una sorta di working class hero e Piero che ha lasciato il posto di vigile urbano per fare il maestro di asilo; mi rimangono la loro simpatia, lo spirito di sacrificio e la correttezza unica.
Mi rimangono le parole dei due compagni anarchici partiti con me da VT che il primo giorno mi fanno:“speriamo che non mi mettono con la gente che io sono antisociale”e la sera stessa :“dobbiamo tornare!è troppo bello stare con la gente!”eheheh
Mi rimane ogni parola e volto della gente che ci distingue dagli altri volontari per come li trattiamo, per quello che facciamo; mi rimane la forza di Clara e Chiara che ci aiutano a Tempera nonostante siano giovanissime e nonostante quello che abbiano passato, mi rimane il cane walter(poverino che brutto nome)che ci accoglie ogni mattina e il vecchio signore che nel salutarmi mi dice “ti aspettiamo”nonostante mi conosca da soli tre giorni.
Mi rimangono tutti i compagni che sono stati li prima di me e quelli che ci andranno in futuro,anche se non li conosco; ma soprattutto mi rimane un po’ tutto questo riassunto in quella frase che da ragazzino mi piaceva tanto ma che solo ora sento realmente mia, quella frase che ho voluto attaccare alla parete dello Spaccio Popolare:
“Un vero compagno va dove c’è più bisogno di lui…ora e sempre: servire il popolo!”

Leonardo
Brigata di solidarietà attiva Viterbo
 
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